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Longevità: tra opportunità e fragilità, così la vivono gli italiani

Oltre 6 italiani su 10 vedono di buon occhio l’allungamento della vita, ma cresce lo scetticismo tra i giovani. Salute, risparmi e lavoro le principali ansie per il futuro.

Longevità: tra opportunità e fragilità, così la vivono gli italiani

La longevità rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo. Grazie ai progressi della medicina, della tecnologia e al miglioramento delle condizioni di vita, gli italiani vivono sempre più a lungo. Ma come percepiscono questa prospettiva?

Secondo la ricerca commissionata da Zurich a SWG, gli italiani guardano alla longevità con un mix di speranza e preoccupazione.

Longevità sì, ma con qualche timore

Secondo il rapporto, più di 6 italiani su 10 apprezzano la prospettiva di una vita più lunga. Tuttavia, emerge un dato significativo: tra i giovani cresce un rilevante scetticismo. Le nuove generazioni, pur essendo quelle che statisticamente potrebbero beneficiare maggiormente dell’allungamento della vita, guardano al futuro con occhi diversi rispetto ai loro genitori e nonni.

Tra i benefici percepiti, spicca soprattutto il tempo da dedicare agli affetti, un valore che unisce tutte le generazioni. Per i giovani, la vita più lunga rappresenta anche uno spazio di «prova», un’opportunità per sperimentare, sbagliare e riprovare senza la pressione di un tempo troppo stretto.

Cosa preoccupa gli italiani? La salute al primo posto.

Nonostante l’ottimismo di fondo, emergono forti preoccupazioni. Il timore principale è ammalarsi o vivere una condizione di salute precaria più a lungo (57,9% del campione), con picchi tra i Baby Boomer (70%) e Gen X (61,2%). Altri timori rilevanti:

  • Non avere risparmi sufficienti per invecchiare serenamente (35,7%)
  • Vedere invecchiare o soffrire i propri cari (34,5%)
  • Assistere a un mondo che peggiora (31,7%)

Inoltre, l’84,1% degli italiani si dichiara preoccupato dall’ipotesi di diventare non autosufficiente (o che lo diventi un familiare), ritenendola un rischio concreto. Questo dato sale progressivamente con l’età, raggiungendo l’89% tra i Baby Boomer.

Analizzando i dati per generazione, emergono differenze interessanti. La Generazione X (attualmente tra i 44 e i 59 anni) si dimostra più preoccupata sul fronte previdenziale: il timore di non avere risparmi a sufficienza per invecchiare serenamente tocca il 39,8% in questa fascia, il valore più alto tra tutti i gruppi. Al contrario, la Generazione Z (giovani tra i 18 e i 26 anni) è più sensibile al tema del lavoro: il 28,7% teme di dover lavorare più a lungo, una percentuale superiore rispetto alla media generale.

Lo stile di vita è la chiave per invecchiare bene

C’è un dato che dà speranza: 9 italiani su 10 ritengono che lo stile di vita sia la chiave per invecchiare in salute. Un consenso trasversale che attraversa tutte le generazioni e che sottolinea come gli italiani siano consapevoli del proprio ruolo attivo nel determinare la qualità della propria vecchiaia. Tuttavia, non manca una nota amara: per molti intervistati, la longevità è percepita più come un problema che come un’opportunità per il Paese.

Uno degli aspetti più delicati emersi dall’indagine riguarda la non autosufficienza. Un italiano su due (il 50%) dichiara che l’ipotesi di diventare non autosufficiente – o di vedere un proprio caro in questa condizione – lo spaventa in modo concreto, ritenendola un rischio reale. Un’altra fetta significativa, pur preoccupata, non la considera un pericolo immediato. Solo una minoranza dichiara di non temere questa evenienza.

Come ci si prepara?

Di fronte al rischio di perdita dell’autosufficienza, gli italiani si affidano principalmente a tre strumenti. Al primo posto troviamo lo Stato e i risparmi personali, che rappresentano il “rifugio” principale per la maggior parte delle persone. Al terzo posto, invece, si posizionano le polizze assicurative, a dimostrazione di una consapevolezza crescente – seppur ancora migliorabile – del ruolo che gli strumenti privati possono giocare nella protezione dal rischio longevità.

Un dato interessante riguarda le polizze vita: a pensarci realmente sono soprattutto i giovani della Generazione Z, che mostrano un’apertura maggiore verso questi prodotti rispetto alle coorti più anziane. Per quanto riguarda le polizze LTC (Long Term Care), quelle che garantiscono una rendita mensile in caso di perdita dell’autosufficienza, la conoscenza è ancora limitata ma in crescita: 1 italiano su 4 dichiara di essere informato, con un livello di consapevolezza più alto tra Gen X e Baby Boomers.

Un futuro da costruire con consapevolezza

La ricerca SWG per Zurich dipinge il ritratto di un’Italia che guarda alla longevità con occhi ambivalenti: da un lato il fascino di una vita più lunga da dedicare agli affetti e alle proprie passioni, dall’altro la preoccupazione per la salute, i risparmi e il lavoro. Il messaggio che emerge è chiaro: per trasformare la longevità da “fragilità” a vera opportunità, serve un approccio integrato che unisca prevenzione sanitaria, educazione finanziaria e strumenti assicurativi adeguati.

Come sottolinea il rapporto, la consapevolezza è il primo passo. E i dati mostrano che, seppur con differenze generazionali, gli italiani sono pronti a mettersi in gioco. Sta alle istituzioni, alle aziende e al sistema Paese fornire loro gli strumenti per farlo in modo sereno e informato.

Fonte dei dati: SWG S.p.A. per Zurich, “Longevity tra opportunità e fragilità: gli italiani e la sfida di una vita più lunga”, sondaggio CAWI su campione rappresentativo di 2.068 individui tra 18 e 64 anni, date di esecuzione: 18-31 marzo 2026. SWG è membro di ASSIRM, ASSEPRIM, MSPA ed ESOMAR, con sistema di gestione certificato UNI EN ISO 9001:2015.